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I mercati valutari
11 luglio 2008
(Asmara Jamaleh)

Tenuta/forza di euro e sterlina giustificate dalla debolezza del dollaro, esposto a ulteriore downside di breve se il quadro finanziario dovesse deteriorarsi

USD – A poco meno di un anno di distanza dallo scoppio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti si riaccendono nuovi focolai di nuove possibili crisi. La tensione ha cominciato a montare sulle pessime notizie che vedrebbero coinvolti i due colossi americani dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac. La risk aversion infatti è tornata a salire. Ma il nervosismo è amplificato anche dall’attesa per le trimestrali di banche e istituzioni finanziarie che inizieranno ad uscire dalla prossima settimana. Questo sta penalizzando visibilmente il dollaro e se il quadro si deteriorasse ulteriormente nei prossimi giorni tale fattore potrebbe riuscire a prendere il sopravvento rispetto ad eventuali indicazioni favorevoli provenienti invece dai dati in uscita. Sotto i riflettori sarà anche l’audizione di Bernanke che potrebbe minare ulteriormente la tenuta del dollaro in caso di segnali a favore di un posticipo dell’avvio dell’attesa fase di restrizione monetaria. In ogni caso, salvo shock gravi, l’impatto negativo di questi recenti strascichi della crisi dei subprime non dovrebbe compromettere lo scenario di successivo graduale recupero del biglietto verde, limitandone il downside al brevissimo termine.
EUR – Sulla debolezza del dollaro ha capitalizzato di nuovo l’euro che – dopo la caduta post riunione BCE di giovedì 3 luglio – è così riuscito ad evitare di farsi trascinare al di sotto del fronte rialzista (collocato al di sopra di 1,5625-1,5669 EUR/USD) che tecnicamente resta quindi ancora in auge. Questo probabilmente suggerisce che nel brevissimo termine, fintantoché i suddetti “problemi” del dollaro non rientrano, la divisa europea potrebbe ancora soffermarsi in quest’area e tentare virtualmente ulteriore ascesa verso 1,59-1,60 se il quadro finanziario USA nei prossimi giorni dovesse deteriorarsi ulteriormente. Questo però non dovrebbe compromettere lo scenario di correzione successiva fra terzo e quarto trimestre soprattutto se il rallentamento dell’economia europea si rivelerà, come dati recenti lascerebbero intravedere, più profondo e protratto di quanto si potesse pensare precedentemente.
GBP – Come da attese la Banca d’Inghilterra (BoE) ha lasciato i tassi fermi anche questo mese. Nonostante infatti l’inflazione rischi di restare al di sopra del limite superiore della banda obiettivo per il secondo mese di fila (i dati saranno pubblicati martedì 15 luglio) – facendo partire una seconda lettera di giustificazioni al Tesoro da parte del governatore BoE Mervyn King – le condizioni della crescita si confermano precarie. I dati continuano a fornire segnali molto negativi. E la prossima settimana la debolezza dell’economia dovrebbe rivelarsi anche attraverso i dati sul mercato del lavoro (in uscita mercoledì). Sulla sterlina dovrebbe dunque esservi spazio per ampliare il movimento correttivo già intrapreso, con il distinguo che contro dollaro nel brevissimo il downside potrebbe venire (ma solo temporaneamente) compresso dalle suddette tensioni che in questi giorni affliggono i mercati finanziari USA, mentre contro euro potrebbe riuscire ad esprimersi meglio dando continuità alla tendenza ribassista (poco pronunciata ma chiara) esibita questa settimana.
JPY – Nonostante in settimana, da quando hanno cominciato ad uscire le notizie negative su Freddie Mac e Fannie Mae, la risk aversion sia risalita, lo yen come tendenza di fondo si è indebolito sia contro dollaro sia contro euro. Questo si spiega sia con il fatto che in termini assoluti la risk aversion – per quanto sia aumentata – non ha ancora raggiunto valori elevati, sia con il fatto che i fondamentali (differenziali di tasso) restano sfavorevoli alla divisa


(Asmara Jamaleh)


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"La presente pubblicazione è stata redatta da Banca Intesa in nome e per conto di Banca Caboto s.p.a.*. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Banca Intesa e Banca Caboto s.p.a. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Banca Caboto s.p.a. La presente pubblicazione è destinata all’utilizzo e alla consultazione da parte della clientela professionale e commerciale del Gruppo Banca Intesa e di Banca Caboto s.p.a., ma non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Banca Intesa, Banca Caboto s.p.a. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Banca Intesa, Banca Caboto s.p.a. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
* Banca Caboto s.p.a. è parte del Gruppo Banca Intesa. Banca Intesa è regolata da FSA per l'attività nel Regno Unito ed è membro di Eurex, Euronext, London Clearing House, Idem."



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